un’ansa
con incise alcune lettere che rimandano all’alfabeto
osco, custodite nell’Antiquarium di Vico
Equense, permettono di risalire alle tracce
dell’insediamento di epoca preromana,
fortemente influenzato dalla cultura etrusca.
Gli oggetti conservati nel museo provengono
dagli scavi di parte della necropoli, iniziati
negli anni Sessanta del Novecento nell’area
compresa tra vico Lungo, Via Santa Sofia e via
Nicotera, ma già individuati nell’Ottocento.
Vico Equense fu dominata da Etruschi, Osci,
Sanniti e Romani. Il Vicus romano era un borgo
dipendente da Sorrento, che fornì a Roma
soldati fino alla sanguinosa ribellione sedata
da Silla nell89 a.C. Sono tuttora visibili testimonianze
architettoniche di sontuose ville marittime,
simili a quelle di Stabia e di Baia, costruite
dai Romani nel I secolo a.C. lungo la costa
che va da Marina di Vico a Punta Scutolo, già
all’epoca luoghi di villeggiatura. Proviene
dalla villa rinvenuta in località Pezzolo
a Marina d’Equa il gruppo marmoreo raffigurante
Amore e Psiche, conservato al Museo Archeologico
Nazionale di Napoli.
Dopo essere stato colpito da disastrosi terremoti
nel 62 e 64 d.C., nel 79 l’abitato venne
ricoperto da lapilli eruttati dal Vesuvio, la
cui attività risultò distruttiva
per Pompei ed Ercolano. Il piccolo gruppo di
case superstiti o ricostruite fu chiamato prima
Vico di Sorrento ed in seguito Vico Equense.
Dopo la caduta dell’Impero Romano seguì
un periodo difficile, di cui restano poche testimonianze.
Più tardi le invasioni dei Goti e, più
tardi ancora, le frequenti incursioni saracene
resero la costa insicura e spinsero gran parte
degli abitanti a rifugiarsi sulle alture dell’interno,
dando vita ai “casali”, nuclei urbani
collinari che con la loro architettura rurale
contraddistinguono la fascia intermedia del
territorio.
Vico Equense sorge su un promontorio roccioso
proteso sul mare, a dominare la costa da Scrajo
a Punta Scutolo. Situata al centro della penisola
sorrentina, Vico era celebrata fin dal Settecento
da scrittori, poeti e viaggiatori illustri alla
scoperta di bellezze artistiche e naturali durante
l’epoca d’oro del Grand Tour. La
costa, frastagliata, è ricca di spiagge
e calette talvolta raggiungibili solo dal mare.
Le colline circostanti, verdi e rigogliose,
sono disseminate di casali, dove si perpetua
la tradizionale occupazione nel settore agricolo
ed in quello caseario. Verso l’alto Vico
è chiusa dalla catena dei Monti Lattari,
che culminano nel Monte Faito (m. 1400). La
sua posizione garantisce un clima gradevole
per gran parte dell’anno; anche per questo
è una località turistica molto
frequentata
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